Prestazioni estreme

Dal Monte dei monti in Marocco al regno di Odino in Svezia. Ambienti opposti accomunati da condizioni proibitive e fondi a bassissima aderenza. Tra sabbia e ghiaccio, i nuovi Touareg ed Edge sulle strade impresse nella storia della civiltà. - di Roberto Pignoni e Claudio Giudice -

Winston Churchill nel 1935 restò talmente affascinato dalla catena montuosa dell’Atlante da dipingerne un quadro dalla terrazza dell’hotel Mamounia, a Marrakech. Purtroppo, non poté percorrere, come noi, i sentieri e i letti dei fiumi, ed esplorare fino a 2.700 metri di altezza terre e villaggi, dove vivono le popolazioni berbere, con
la nuova Vokswagen Touareg, il Suv premium che abbiamo messo a dura prova, senza riuscire a stressarne la guida.

Wolkswagen Tuareg
La nuova Touareg in posa a Marrakech

La terza versione è sicuramente la più entusiasmante, non solo per i 286 cv del sei cilindri diesel da 3.0 litri che ti portano da 0 a 100 km/h in soli 6 secondi (è attesa anche una variante ibrida, da 367 cv), ma da una tecnologia innovativa applicata a ogni sua componente.

Parliamo di un’auto dagli spazi interni, dalle finiture e abitabilità superiori a qualsiasi berlina, ma con un peso a vuoto oltre i 2mila kg. Lunga 4,87 metri, larga quasi 2 e alta 1 metro e 73 cm. Vista da fuori denota subito una personalità originale, non confondibile con i Suv fratelli di altre Case.

Dopo poco perdiamo immediatamente la soggezione rispetto a dimensioni e potenza, grazie alla trazione integrale permanente 4Motion, con differenziale autobloccante che gestisce la motricità delle ruote a seconda del terreno e il sistema Active Control che permette di selezionare la modalità più adatta al fondo: sei opzioni per la strada, quattro per il fuoristrada, più l’intero pacchetto offroad hard con maggiori ed emozionanti performance, disponibile come optional.

Cambio automatico a otto rapporti e sospensioni pneumatiche regolabili le consentono di alzarsi di 7 cm, potendo affrontare guadi profondi anche 55 centimetri.

Dai vetri oscurati ci sfilano le coltivazioni delle popolazioni berbere, le mandrie di capre e pecore e le donne che lavano ancora il bucato al fiume, mentre saliamo fino a 2.700 metri. E poi giù di corsa tra tornanti sterrati lungo una strada infinita, costruita sulla terra rossa della catena dell’Atlante; qui le sue quattro ruote sterzanti ci hanno permesso di evitare doppie manovre sulle curve strette dove a malapena passava la nostra colonna.

Il posto guida: al centro, il display Innovision cockpit.

Gli interni sono eleganti ai massimi livelli, ma quello che impressiona di più sono i sistemi di guida: per esempio, l’Innovision cockpit è uno schermo che fonde un display da 12’ della strumentazione digitale a un touchscreen Tft da 15’, una plancia comandi facile e intuitiva che rispetta il fattore umano, che si configura come un device e rimane sempre connessa per ogni comunicazione, informazione o emergenza.

Tutto nuovo e tutto unito ai sistemi di sicurezza della guida: il Nightvision che con gli infrarossi riconosce al buio uomini e animali, il Traffic jam assist (sterzata, mantenimento della corsia, frenata d’emergenza in automatico), l’Intersection active che reagisce all’ostacolo trasversale, lo sterzo integrale attivo, oltre al display Head-up che proietta ogni informazione sul parabrezza senza creare distrazioni al conducente.

Il tetto panoramico offre la massima luminosità di giorno e le 30 tonalità di luci notturne la rendono simile a un’astronave. È sulla strada del ritorno, al crepuscolo, che possiamo verificare la praticità delle soluzioni dedicate all’illuminazione interna ed esterna, mentre a fine corsa (montati per la prima volta su questa auto) il sistema di massaggio offerto dai sedili trova un consenso unanime. (Roberto Pignoni)

I suoi colori sono glaciali, il suo fascino quello di una letale principessa delle fiabe. Ha dato i natali a Odino e ai suoi figli, i vichinghi, che a bordo dei loro drakkar hanno invaso tutte le terre che hanno potuto raggiungere. Nessuno mai conquistò la Svezia, la cui fierezza è rimasta intatta nel suo popolo, così silenzioso e schivo anche oggi che è stato cristianizzato.

Ford Edge
Il retrotreno e gli scarichi ridisegnati dalla forma originale

Tuttavia, la rigidità del suo clima, che forse spiega il carattere degli svedesi, negli ultimi decenni ha fatto da calamita per le case automobilistiche in cerca di un banco prova più estremo per le proprie vetture. Così ha fatto Ford che ha individuato in Åre, piccolo paese di mille anime nella contea nordica dello Jämtland, quest’anno ospite dei Mondiali di sci, la località perfetta per presentare il restyling della Ford Edge, Suv full size dell’Ovale blu nato oltreoceano.

Da un punto di vista meccanico ed estetico le differenze non sono così sostanziali, le due motorizzazioni proposte, entrambe 2.0 litri EcoBlue, hanno 190 cv nella versione col cambio manuale e 238 cv in quella automatica. Trazione integrale per entrambi i modelli, quello che davvero le distingue dalle precedenti sono gli Adas, i sistemi di aiuto attivo alla guida. Sigle e funzioni si sprecano, basti sapere che Ford definisce la propria rampolla come il Suv della Casa più avanzato a livello di contenuti.

Da evidenziare anche l’abitacolo insonorizzato e l’impianto Bang & Olufsen. D’ora in poi viaggiare avrà tutto un altro sound, perfino in Svezia dove la nostra Edge è stata equipaggiata con le rumorose gomme chiodate. Piccolo inciso: nonostante le temperature raggiungano facilmente le decine di gradi sotto lo zero, l’asfalto non ghiaccia, non ci sono crepe né spaccature. Il minor traffico aiuta, ma per noi italiani, abituati a strade postbelliche, ci sarebbe solo da imparare.

Descrivere il comportamento della macchina su strada è superfluo, a causa dei limiti molto stretti sui rettilinei abbiamo però potuto apprezzarne il grande comfort. Tuttavia l’abbiamo provata anche in due situazioni un po’ particolari: un percorso di abilità in mezzo agli alberi, con ponte di legno, «dune di neve» e ostacoli vari, e una vera e propria pista innevata. Nonostante la mole e la natura del Suv, in entrambe le circostanze si è comportato in modo esemplare, affrontando con sicurezza il percorso e destreggiandosi elegantemente tra le curve ghiacciate della pista. Promosso a pieni voti.

La plancia comandi della Edge.

Però immaginiamo che un mezzo del genere non sia pensato per le prestazioni, bensì per offrire un’esperienza confortevole, che garantisca al conducente e i suoi passeggeri le comodità e lo spazio necessari per vivere il viaggio al meglio.

Come detto, i luoghi che abbiamo visitato sono magici, c’è una cascata persa nel bosco che con il freddo si ghiaccia, formando infiniti rivoli di un bianco scintillante, visitarla lascia qualcosa nel cuore, si è di fronte al sublime. Dopo un’esperienza simile non ci si può chiudere dove il nostro animo si abbruttisce, la voglia è quella di stare insieme, parlare e goderne.

Immagino quindi che l’obiettivo dell’Ovale blu fosse quello di regalare un’esperienza mozzafiato da imprimere nella memoria, in cui la Edge ha rivestito il ruolo di Virgilio a quattro ruote che, con il suo preciso navigatore, ci accompagnasse da una meraviglia all’altra. (Claudio Giudice)

 

a cura di Arbiter