Fatali Latitudini

Dagli anni 90 a oggi il fotografo Antonio Guccione è stato testimone di come si siano ridiscussi i canoni di bellezza, dalle modelle perfette del pre-Photoshop alle guerriere odierne. Passando per l’ambiguità del tipo androgino... - di Alberto Gerosa, foto di Antonio Guccione -

Antonio Guccione e la bellezza

Di belle donne ne sono passate tante, davanti all’obiettivo di Antonio Guccione, a partire da Cindy Crawford prima che diventasse Cindy Crawford, quando era ancora una ragazzina.

Per un elenco più dettagliato, ma lungi dall’essere completo si consiglia di visitare la mostra che la Other Size Gallery di Milano dedica fino al 30 marzo a questo 70enne fotografo siciliano con alle spalle mezzo secolo di carriera sia al di qua sia al di là dell’Atlantico.

Tyra Banks, Pia Klover, Manon, Iman… un tipo di bellezza ormai un po’ datata, dirà forse qualcuno… «Assolutamente no», ribatte Guccione, «quella delle supermodel degli anni 80, da me fotografate all’inizio del decennio successivo a New York, è la forma più alta di bellezza femminile.

 

 

Una volta Guccione ha dato sfogo a una certa aggressività, delegata ovviamente alla macchina fotografica: era infatti l’unico modo per restituire un candore inatteso e intrigante all’americana Carol Alt.

Antonio Guccione e la bellezza

Maschio alfa, comunque, Guccione non lo è mai stato (perlomeno nello studio fotografico), però nemmeno gay.

Nel frattempo è comunque cambiato molto (se non tutto): a partire dagli anni 90 si è imposto un certo minimalismo dell’immagine, che cercava di scardinare l’associazione donna-preda sessuale attraverso una specie di mortificazione del corpo.

Oggi quella tendenza continua, sparigliando le carte dei sessi con l’emergere dell’ambiguità androgina quale ultima frontiera della bellezza; le passerelle e le copertine delle riviste traboccano di modelle con acconciature e look sempre più mascolini (e viceversa).

Il pensiero corre alle attiviste di movimenti come Femen e #metoo, con le loro nudità spesso temprate dal piercing e vestite di quella seconda pelle che sono i tatuaggi (sì, stiamo pensando ad Asia Argento, pure lei guarda caso vecchia conoscenza dell’obiettivo del nostro).

Secondo Guccione non c’è motivo per gli allarmismi: «Ci si può illudere quanto si vuole; la verità è che l’uomo non ha mai deciso nulla. A scegliere è sempre comunque la donna». Con buona pace del maschio alfa.

Antonio Guccione e la bellezza