Rinascimento 2.0

La Fondazione Cologni ha aperto le porte di botteghe e grandi Atenei ai miggliori neodiplomati dei licei artistici della Lombardia. - di Mariano Bonavolontà, foto di Peter Elovich -

RestauroNon soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello, ammonisce Van Gogh. Ben 11 giovani sembrano aver ascoltato questo suggerimento, abbracciando la propria vocazione e allontanandosi da uno stereotipo che li dipinge sfaccendati in un mondo virtuale e lontani dalla voglia di sporcarsi le mani, di imparare un mestiere d’arte.

«Prima di questa esperienza il futuro mi sembrava incerto. Voglio inseguire i miei sogni, come quello di diventare un’artigiana, da sempre dentro il mio cuore», spiega Allegra, aspirante maestro d’arte orafo, una delle protagoniste del Rinascimento 2.0 inaugurato dalla Fondazione Cologni con la nuova edizione del progetto «Una Scuola, un Lavoro» che, dal 2012, ha già attivato oltre 175 tirocini formativi retribuiti dalla Fondazione stessa, destinati a neodiplomati e neolaureati proposti dalle migliori scuole italiane di arti e mestieri.

La filosofia è semplice: facilitare la transizione nel mercato del lavoro dei giovani mandandoli a bottega da un maestro d’arte. È un progetto il cui costante successo è stato suggellato dal gala «110 e lode» nel settembre 2016, trampolino di lancio della nuova sperimentazione: «Tirocini 2.0», che coinvolge per la prima volta i licei artistici lombardi, partecipanti alla Biennale dei licei artistici a Roma, sostenuta dalla Fondazione Cologni. Oltre dunque ai 34 allievi inseriti nel percorso «classico», ecco una nuova leva composta da 11 neodiplomati, segnalati da licei lombardi, pronti per i tirocini (remunerati con 700 euro al mese).

Mutano gli apprendisti, con una formazione diversa, una manualità allenata, una sensibilità artistica spiccata, e muta il format: per l’edizione liceale, sostenuta dalla Fondazione Cariplo, prima di entrare in bottega i ragazzi hanno partecipato a un mini master che ha coinvolto tre atenei milanesi e una scuola di alta formazione artistica.

I partecipanti hanno fronteggiato materie come storia delle arti applicate e decorative, inquadramenti storico-stilistici e questioni diagnostiche con gli appassionati docenti della Scuola Corsi Arte, visitando anche il museo Poldi Pezzoli; hanno affrontato un modulo di progettazione culminato con la realizzazione di una shopping bag con il Politecnico di Milano, respirando l’aria di un campus; sono entrati in contatto con economia, marketing e gestione della microimpresa artigiana, approcciandovisi con entusiasmo grazie al corpo docente della Bocconi; hanno potenziato soft skill e tecniche di comunicazione con lo Iulm.Artigianato

Viene così a riproporsi quell’idea greca di téchne o quell’accezione latina di ars, di fusione tra teoria e pratica, concertate all’unisono per una nuova leva di maestri artigiani: «Mi sorprende come, dall’economista alla ricercatrice, dall’esperto di arti decorative fino alla designer, tutti sembrino tenerci veramente, con personale interesse, al fatto che dei giovani ragazzi come noi imparino questo mestiere», commenta Benedetta, che ha scelto il settore dei costumi teatrali. Un progetto scalabile in altre realtà e diversi bacini di utenza italiani.

«La differenza che ho notato maggiormente rispetto ai percorsi tradizionali è che ogni insegnante non si limita semplicemente a dare informazioni, ma per ogni argomento cerca di trovare il lato pratico e applicarlo alla vita quotidiana», conferma Sara, impegnata in un tirocinio nel settore sartoriale.

Argenteria, ceramica artistica, decorazione di interni ed esterni, oreficeria, restauro pittorico, sartoria donna, sartoria teatrale, selleria e pelletteria, stamperia d’arte: questo lo spartito sul quale hanno deciso di cimentarsi questi ragazzi quali molteplici voci di un coro polifonico intessuto di voglia di bellezza.

Una bellezza con la quale tutti vincono, sia i ragazzi sia le botteghe che hanno potuto usufruire della creatività e di nuova linfa, chiavi di volta per superare le sfide del reale. Una bellezza che, si sa, salverà il mondo e queste giovani promesse ne sono la prova.

 

A cura di Arbiter