Monza Sahara

Sabbia o asfalto non fa differenza per la BMW X5, che ha girato sia in autodromo sia nel deserto marocchino in una pista ricostruita fedelmente. Con risultati ed emozioni straordinari. - di Enzo Rizzo -

Monza. Merzouga, Marocco. Anche Motorsport visto che stiamo parlando di Bmw e dell’impresa sportiva ad alte prestazioni che ha visto come protagonista la nuova X5 impegnata su uno dei templi della velocità, anzi due visto che il circuito di 5.793 metri di asfalto in Brianza è stato riprodotto in scala 1:1 in Marocco sulla sabbia.

Ogni curva, ogni rettilineo, ogni chicane è stata ricostruita fedelmente, sia nei raggi di curvatura sia nelle distanze, mancavano solo Romolo Tavoni e Giuseppe Bacciagaluppi, indimenticabili direttori dell’autodromo.

Alcuni numeri per comprendere la dimensione dell’impresa: due settimane di lavoro, oltre 50 persone impegnate alla realizzazione del progetto tra ingegneri, geometri, tecnici, operai e piloti; 4 giorni di studio e di preparazione con topografi, ingegneri e architetti; 8 postazioni per la progettazione e la simulazione topografica; 9 giorni di continuo movimento di 4 ruspe e 4 camion che hanno scavato 24 metri cubi alla volta per preparare il terreno e rimuovere la sabbia in eccesso, mentre 2 grader e 2 compattatori hanno steso e compattato la pista; oltre 3.500 metri cubi di terra spostati per dar vita alla pista offroad; 90 chilometri è la distanza da cui arrivavano le pietre dalle montagne dipinte di rosso e trasformate in cordoli.

Una volta pronto il tutto ecco le X5 che, dopo aver attraversato l’Europa in un viaggio a tappe, hanno raggiunto il circuito di Monza- Sahara nel deserto marocchino dove, tra dune di sabbia e rocce, hanno sfidato uno dei terreni più ostili del pianeta e affrontato Lesmo, Ascari e Parabolica, dando prova delle capacità di guida in fuoristrada, grazie al nuovo pacchetto xOffroad.

Che differenza c’è tra l’asfalto della pista di Monza in Brianza e il suo gemello circuito di sabbia a Merzouga è la domanda che sorge spontanea, a cui ha risposto chi ha guidato la X5 su entrambi i tracciati: «Un’esperienza irripetibile, chiudevo gli occhi e mi sembrava di correre a Monza, pista che conosco molto bene, ci corro da 11 anni oltre a tenere i corsi di guida», spiega Giorgio Porello, pilota Bmw driving experience.

«Il circuito nel deserto del Sahara è stato riprodotto fedelmente, le curve c’erano tutte ed erano uguali nei raggi di curvatura e nelle lunghezze: Roggia, Lesmo, Prima Variante. Unica differenza il dislivello. Se Monza “originale” è una pista piatta qui nel deserto non è stato possibile anche se hanno scavato nella sabbia.

Per quanto riguarda la guida, la X5 in xOffroad nella variante xSand, modalità che esclude completamene i controlli di trazione e stabilità (ma non l’Abs che resta inserito oltre alle quattro ruote motrici) si è comportata benissimo, ha registrato un buon avanzamento, le traiettorie le impostava correttamente, ovviamente la traiettoria tendeva ad allargarsi e uscire dalla linea ideale come accade nell’asfalto.

Anticipavo molto la staccata per questione di aderenza e tendevo a sfruttare al massimo la trazione: in rettilineo arrivavo a raggiungere i 175 km/h, sulla sabbia! E rispetto al circuito originale si girava un minuto e mezzo più lenti sul giro.

Già, Monza. «Qui ho girato con il programma Sport Plus», continua Porello. «Dà molte soddisfazioni anche in pista ma come comportamento dinamico non è naturalmente come una M4 oppure una M3, bisogna lavorare sul contenimento del rollio perché i “nemici” dei Suv sono la massa e l’altezza».

La X5 è alla quarta generazione, in Bmw è definito come il modello familiare di Sport Activity Vehicle (Sav). I nuovi sistemi di telaio migliorano la performance off-road, la sportività e il comfort: di serie, Dynamic Damper Control mentre le sospensioni Adaptive M Professional con stabilizzazione attiva antirollio e l’Integral Active Steering garantiscono caratteristiche di guida agili e dinamiche per un Suv.

Le sospensioni pneumatiche, poi, variano di otto centimetri l’altezza da terra. E poi c’è il pacchetto xOffroad: un solo pulsante per scegliere tra quattro modalità di guida in fuoristrada (xSand, xRocks, xGravel, xSnow) che determinano automaticamente le impostazioni ideali di altezza del veicolo, del sistema xDrive, la risposta di accelerazione e controllo della trasmissione, e gli input correttivi del sistema Dsc quando occorre prepararsi a guidare sulla sabbia, sulle rocce, sulla ghiaia e sulla neve.

Come va a finire una volta impostata la modalità nel deserto lo sanno bene…

a cura di Arbiter