La Basilea che c’é

Tra delusioni e promesse per un 2020 tutto nuovo, chi ha le idee chiare sul presente sono le Maison orologiere, con collezioni razionali e alcuni pezzi d’autore. - di Valentina Ceriani -

Breitling
Superocean 46, cassa in acciaio con rivestimento Dlc, quadrante blu o nero, lunetta unidirezionale con arresto, strumento essenziale per i sub professionisti, impermeabile fino a 2.000 m (4.350 euro)

Come sarà quest’anno Basilea? Cosa succederà al Salone? Sarà un deserto… Queste le domande e le premesse che come un
mantra hanno accompagnato durante i mesi di avvicinamento a quello che fino a qualche edizione fa era considerato uno tra i grandi spettacoli dell’orologeria e della gioielleria internazionale, Baselworld (21-26 marzo 2019).

Il grande giorno è arrivato e i veterani del Mch Messe Basel, il centro fieristico che ospita il Salone, non tardano a confermare immediatamente ciò che si temeva: questi sono i resti di una fiera!

C’è chi racconta di fasti passati, aneddoti legati a momenti di vera gloria del tempo, «quando tutto era più bello e tutto era meglio…». Già perché la «fiera di Basilea» era un appuntamento importante per gli addetti ai lavori del mondo delle lancette. I produttori presentavano qui le loro novità e i negozianti venivano a vederle, e, se piacevano, a comprarle.

A Basilea si facevano fatturati.

Breitling
Breitling, Navitimer Ref. 806 1959 Re-Edition, celebra un’icona di Breitling proponendo uno dei primi design più ambiti del Navitimer, cassa in acciaio di 40,9 mm, quadrante nero, contatori tono su tono, cronografo a carica manuale (7.700 euro).

C’era fermento e lo potevi respirare, toccare con mano. Se allora «tutto era meglio», oggi tutto è cambiato.

Che il 2019 fosse un anno di transizione, di cambiamento, lo si poteva facilmente immaginare fin dall’arrivo delle prime comunicazioni di addio al Salone da parte di alcuni brand del settore, finché non è arrivato Swatch Group con i suoi marchi a dare il colpo di grazia finale, ma è anche vero che vedere dal vivo il risultato, il nuovo volto di Baselworld è sicuramente tutt’altra cosa.

Per fortuna alcune certezze ci sono ancora e si chiamano Bulgari, Rolex, Patek Philippe, Chanel, Tudor, Breitling,Hublot, Zenith, Tag Heuer, Chopard, Bell & Ross e uno zoccolo duro di altri marchi: 520 i brand presenti, 20% in meno rispetto al 2018; in calo anche i visitatori, 81.200 (-20%), e i

Oris
Oris, Aquis Gmt Date, è equipaggiato di lunetta in ceramica con la scala delle 24 ore incisa, cassa in acciaio da 43,5 mm, impermeabile fino a 300 m (2.500 euro)

rappresentanti dei media, 3.300 (-12%).

Di contro è aumentata la presenza, e quindi la comunicazione, sui media digitali, +12%: 2.300.000 le visualizzazioni su Facebook, Instagram e Twitter; 205mila le visite sul sito baselworld.com; 1.145.000 i contatti sui social media cinesi WeChat e Weibo.

Quindi, Michel Loris-Melikoff, managing director di Baselworld, durante la conferenza stampa di chiusura del Salone mondiale dell’orologeria e della gioielleria, dopo aver riportato tutti i numeri e i dati, ha confermato che questa è stata un’edizione di transizione.

Verso cosa? Verso un 2020 che, a quanto pare, sembrerebbe essere ricco di aspettative e novità. L’obiettivo è quello di rendere Baselworld la più importante community per l’industria dell’orologeria e della gioielleria e trasformarla da classica fiera in piattaforma di esperienza.

Servizi digitali a parte, anche il layout della fiera sarà ripensato: riaprirà la Hall 2 che ospiterà anche le pietre preziose e un’area importante sarà riservata a smartwatch e wearable.

Ma forse la novità che più ha fatto parlare è l’avvicinamento di Basilea a Ginevra, in termini di calendario: sembra ormai cosa certa, infatti, che nel 2020 il Sihh (Salone internazionale dell’alta orologeria) si terrà a Ginevra dal 26 al 29 aprile e, dal giorno dopo, dal 30 aprile sino al 5 maggio avrà luogo Baselworld a Basilea.

A questo punto una domanda è d’obbligo: l’orologeria riuscirà a mettere tutti d’accordo?

a cura di Arbiter