Passaggio ad est

Da Praga a Bratislava, passando per Brno, tra arte, natura e storia. Per un viaggio in first class. Quella di Bmw con le nuove X7 e The 7. - di Franz Botré -

Siamo in autostrada, c’è un’interruzione, l’inevitabile coda, saranno 40 minuti di fila, una seccatura che però si trasforma in opportunità, quella di apprezzare la guida assistita e di fare una riflessione, l’ennesima, su come si sta evolvendo la mobilità in auto: sull’head-up display il simbolo del volante e delle strisce che indicano la strada sono verdi, quindi vuol dire che la 7 va da sé.

Sì, avete letto bene, sono a bordo dell’ultima generazione dell’ammiraglia-berlina Bmw, specifico berlina perché ieri abbiamo percorso 300 chilometri sempre a bordo di un’ammiraglia, ma Suv, anzi Sav (Sport activity vehicle) come l’identificano a Monaco: la X7.

Imposto la velocità ed ecco che parte, accelera, rallenta, il volante si muove da solo per correggere la traiettoria, si ferma.

Siamo sulla D2, autostrada slovacca che ci conduce da Brno a Bratislava: il plurale è d’obbligo perché condivido questo test drive con gli amici Roberto Olivi ed Ettore Mocchetti.

X7 M50d (3.0 turbodiesel
Una X7 M50d (3.0 turbodiesel, 400 cv, 119.500 euro) lungo le strade di Brno.

Ci siamo lasciati alle spalle l’area paesaggistica protetta di Záhorie: flora e fauna rigogliose per una pianura alluvionale ottimamente conservata, anche perché per 40 anni è stata una zona di confine della Cortina di ferro, quindi vietato il passaggio.

Non solo: prima di arrivare a Bratislava, altra sosta interessante nei suoi dintorni al sito commemorativo del generale Milan Rastislav Sˇ tefánik, considerato uno dei padri fondatori della Cecoslovacchia che organizzò in Francia le legioni straniere formate da cechi e slovacchi, i quali combatterono per l’indipendenza dall’Austria-Ungheria.

Morì nel 1919 mentre ricopriva la carica di ministro della Guerra della Prima repubblica cecoslovacca precipitando a bordo di un biplano da combattimento italiano Caproni presso il villaggio di Ivankapri Dunaji, vicino per l’appunto a Bratislava, in un volo che lo riportava da Udine a Praga.

Storia e natura dunque si intrecciano e ci accompagnano verso l’arte: la nostra destinazione è infatti il Danubiana Meulensteen Art Museum fuori Bratislava, su una penisola del Danubio, proprio sulla convergenza di tre confini, slovacco, ungherese e austriaco.

In questo punto il fiume è ampio, sembra ammiri il mare aperto. Ammirazione anche per le compagne di viaggio: 7 e X7 sono tra le migliori che si possono avere a disposizione.

Mi ritorna in mente un vecchio spot, proprio della Bmw, in cui si sottolineava come la qualità del viaggio, inteso come spostamento per raggiungere la meta, sia importante quanto il viaggio stesso, inteso come destinazione.

Lecito attendersi da queste vetture il massimo in ordine al comfort, alle prestazione, ai sistemi di sicurezza e assistenza, alla qualità dei materiali e del loro assemblaggio.

Interni BMW X7
Le tre file di sedili della X7, qui nella configurazione 2+2+2 posti: per ogni poltrona comfort da first class

L’effetto sorpresa è quindi attenuato dalla caratura dei due modelli, ma riprende vigore quando ti rendi conto che, dopo aver sbagliato strada secondo il roadbook, ti ritrovia guidare su una strada sterrata larga due metri, ossia quanto la larghezza della X7.

L’assetto dotato di Adaptive Siamo sulla D2 suspension con ammortizzatori a controllo elettronico e sospensioni pneumatiche su entrambi gli assi che consentono pure di variare l’altezza da terra del veicolo fino a 8 centimetri, combinato con lo sterzo Integral active steering, il sistema Executive drive pro per la stabilizzazione attiva del rollio e il pacchetto off road, la rendono pronta a qualsiasi fondo, asfaltato e non, per cui il ciottolato e le sconnessioni le fanno il solletico.

Se poi dal posto guida guardi nel retrovisore e vedi due file di sedili per un totale di sei o sette persone a seconda dell’allestimento come massima capacità umana a bordo, con poltrone che per impostazioni e funzionalità rimandano al salotto di casa o ai posti first class aerei, si comprende come l’X7 trasli il concetto di ammiraglia su un Suv per ognuno dei sette occupanti.

Ogni poltrona è regolabile, la climatizzazione può essere automatica a cinque zone, la vista cielo è garantita dal tetto panoramico in vetro Sky lounge, la buona musica dal sistema Bowers & Wilkins.

Esposizione BMW
X7 presso Chateau Herálec (chateauheralec.com), dimora del XVII secolo a un centinaio di chilometri a sudest di Praga.

Il tutto viaggiando alti da terra, con un ingente patrimonio di potenza, una maneggevolezza e una risposta del telaio che ti fanno venire il dubbio di aver letto bene le dimensioni.

Nel caso del Sav stiamo infatti parlando di 5,15 metri di lunghezza, dei già citati 2 metri di larghezza e 1,80 di altezza: da sottolineare i 3,1 metri di passo, indicativi dell’abitabilità di bordo.

Misure extralarge se la pensiamo in un contesto europeo ma sulle strade oltreoceano siamo nella norma.

Sulla stessa lunghezza la Serie 7, 5,12 metri nella versione standard che diventano 5,26 nella passo lungo, 2,2 cm in più rispetto alla generazione precedente; invece è più bassa e più stretta rispetto al Sav (larghezza 1,9 metri, altezza 1,47 o 1,48 metri).

Aumenta considerevolmente la dimensione della calandra (+5 cm) per un’imponenza che in questo caso vuol fare rima con potenza, e anche i fari «ci vedono lungo» considerato che la tecnologia Laserlight ha una capacità di illuminazione fino a 560 metri.

Sono al volante della 745e, versione ibrida plug-in da 394 cv combinati, risultato dell’unione di un motore termico benzina sei cilindri e di una batteria ad alto voltaggio per un’autonomia in solo elettrico dichiarata tra i 50 e i 58 chilometri: con lei arriviamo a destinazione.

Mi ricorda un puma, agile, scattante, silenziosa.

a cura di Arbiter