L’evoluzione della specie

Dall’elettrica pura declinata in un Suv con ottime doti on-off road e, perché no, wellness, alla berlina compatta d’accesso alla gamma, passando dalla station wagon vitaminizzata. Sono E-tron, A1 e S6 Avant, ossia tre modi di identificare se stessi guidando un’Audi.

Non è la solita storia quella di Audi. Perché, a differenza di altre Case, non è nata premium ma lo è diventata alla fine degli anni 70 con il debutto della seconda generazione della 80, corrispondente all’attuale A4, fresca di 25° compleanno con 7,5 milioni di esemplari prodotti e Audi più venduta al mondo nel 2018, anno in cui la filiale italiana ha peraltro festeggiato per il decimo anno consecutivo la leadership tra i marchi premium.

E il 2019 si avvia a diventare l’11°. Celebrazioni a parte, le ragioni di questo primato sono da ricercare anche nell’articolazione della gamma che ha una missione ben precisa, quella cioè di farti sentire a casa, dunque essere se stessi attraverso la possibilità di disporre di una serie di dispositivi e accorgimenti declinati sulla sicurezza, sul rispetto dell’ambiente, sui sistemi di assistenza, sul comfort, sulla connessione, sull’infotainment, sulle personalizzazioni.

Audi diventa così portatrice di benessere al punto da rendere perfettamente coerente la presentazione della E-tron, primo modello della casa tedesca completamente elettrico, nel contesto della sede di Technogym e condividere con l’azienda di Cesena quei valori di wellness e sostenibilità che si ergono a stile di vita e trovano un’ottimale declinazione nella filosofia dei due marchi.

Audi-A1-Sportback
Audi-A1-Sportback

«Nascono nuove libertà per conducente e passeggeri grazie alla riduzione della complessità nell’utilizzo dell’automobile e nell’interazione con gli altri utenti della strada», spiega Fabrizio Longo, direttore Audi Italia.

«Guadagnare ogni giorno un’ora di vita: 60 minuti restituiti agli automobilisti grazie ai sistemi di assistenza al conducente che permettono di viaggiare con un comfort e soprattutto, una sicurezza da riferimento».

Ecco dunque spiegato come a Ingolstadt si identificano in«We don’t build cars, we be build freedom», in sintonia con «Let’s move for a better world» di Technogym, che «nasce pensando a questo movimento di persone che, grazie alla condivisione dei valori del wellness, del movimento e dello sport, possono ispirare il mondo a essere migliore, più in salute e felice», come spiega Nerio Alessandri, fondatore e presidente della Wellness company di Cesena.

Il concetto di wellness, inteso come energia e vitalità, star bene con se stessi e gli altri, da realizzare non solo attraverso la produzione di attrezzature per il fitness bensì anche di servizi, dispositivi, contenuti e soluzioni, crea un’affinità elettiva tra Technogym e Audi che si esprime su fattori come tecnologia, design e responsabilità sociale.

Alla casa dei quattro anelli vanno ricondotti «lo sviluppo di intelligenza artificiale applicata, tecnologia predittiva, guida autonoma, carburanti sintetici, servizi per la e-mobility, ricerca e sviluppo in ogni ambito con una contaminazione da tutte le discipline come per esempio il comportamentismo, ossia i modelli d’azione del conducente, la fonologia per i comandi vocali a bordo e l’analisi spettrometrica dell’ambiente per il riconsocimento degli spazi di parcheggio», continua Longo.

Le competenze medico-scientifiche, le tecniche di produzione all’avanguardia e i test rigorosi sui prodotti con certificazioni di qualità internazionali sono invece alla base dei prodotti Technogym che al pari delle Audi hanno una cifra stilistica ben definita che impreziosisce l’universo del design: «C’è la ricerca continua della forma perfetta che coniughi efficienza aerodinamica, l’abitacolo diventa un ambiente di guida caratterizzato da comfort, salubrità e spazio ricreativo, così che l’auto evolve in experience room», precisa Longo e fa capire come l’auto (mobile) e la macchina (fitness) qui non sono lontani.

«In Technogym viene ripensata la macchina in funzione dell’uomo ridefinendo le modalità di interfaccia con l’utente e aggiungendo l’elemento estetico a quello funzionale», aggiunge Alessandri.

 Audi-S6-Avant
Audi-S6-Avant

La E-tron è la sintesi su quattro ruote di quanto riportato fin qui: primo modello totalmente elettrico di Audi, costruito nel suo primo stabilimento carbon neutral di Bruxelles (entro il 2030 lo saranno tutti) nell’ambito della sostenibilità (ancora un parallelo, con il TechnogymVillage), un Suv che sorprende in strada e stupisce in off road grazie alla trazione integrale elettrica.

Con cinque posti e un’autonomia superiore a 400 chilometri nel ciclo di consumi Wltp, dispone di un powertrain a zero emissioni con una potenza massima di 408 cv e una coppia di ben 664 Nm: scatta da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi.

In frenata da 100 all’ora, recupera fino a un massimo di 300 Nm e 220 kW di potenza elettrica.

Vanta poi dotazioni uniche quali le funzioni on demand, l’E-tron trip planner (pianifica gli itinerari tenendo conto dei punti di ricarica necessari, delle condizioni del traffico e del livello d’energia della batteria) e gli specchietti retrovisivi esterni virtuali: dotazioni che elevano la digitalizzazione di bordo a un nuovo livello.

Dall’elettrico puro al mild hybrid il passo è breve, con un boost di prestazioni high-end: il riferimento è alla S6, station wagon nella forma, ammiraglia nella sostanza, sportiva nell’anima, che combina i plus della propulsione turbodiesel e dell’elettrificazione.

Sì avete capito bene, il tanto, a torto, vituperato diesel, il più efficiente motore oggi a disposizione, diventa la cifra high-performance della S6: propulsore V6 3.0 litri da 349 cv, coppia monstre di 700 Nm, compressore elettrico con il turbocompressore a gas di scarico più il già citato sistema mild-hybrid che tra i 55 e i 160 km/h consente di avanzare per inerzia, cioè veleggiare, a motore spento fino a un massimo di 40 secondi, mentre in decelerazione recupera fino a 8 kW di potenza a 48 Volt.

Risultato? Accelerazione 0-100 km/h in 5,1 secondi, velocità massima 250 km/h, consumo medio di 12,6 km/litro, oltre 920 km di autonomia. Dai numeri alle emozioni il passo è breve, complice anche quel sound che è musica per i palati automobilistici più esigenti oltre che una poderosa dimostrazione di potenza declinata in una guidabilità che asseconda sia le andature turistiche sia quelle molto rapide regalando esperienze di guida a cinque stelle.

Audi-A1-Sportback-40
Audi A1 Sportback40

Dotazioni naturalmente al top, lo spazio a bordo non manca né per i cinque occupanti né per i bagagli (1.680 litri massimi
di volumetria), insomma siamo al cospetto di una station wagon ad alte prestazioni che rappresenta un punto di riferimento in un mondo «Suv centrico» qual è quello dell’automobile.

L’identità Audi, comunque, si conferma già sul modello d’ingresso della gamma, l’A1: fresca di nuova generazione, è disponibile solo nella variante Sportback cinque porte ed esprime la sua cifra premium principalmente nell’infotainment e nei sistemi di assistenza al conducente mutuati dai modelli di categoria superiore, per esempio, il nuovo concept di comando Mmi touch riconosce la scrittura naturale, vale a dire gli inserimenti a mano con un dito sul «rotellone» proprio come a bordo dell’A8.

Si arriva poi al sistema di navigazione Mmi plus con touchscreen da 10,1 pollici che s’intona alla perfezione nel look black panel della plancia il quale a sua volta include anche la strumentazione digitale, forte di un display ad alta risoluzione da 10,25 pollici: è l’Audi virtual cockpit che visualizza informazioni dalla navigazione adattiva ai contenuti dell’infotainment, inclusi i servizi Audi connect e le rappresentazioni grafiche dei sistemi di assistenza al conducente.

Il tutto per un look che rende l’A1 contemporanea senza trascurare le origini, con più spazio a bordo e maggiore bagagliaio rispetto alla generazione precedente del 2010: sotto il bordo del cofano motore sono presenti tre fessure piatte che ricordano la Sport Quattro del 1984, protagonista dei rally.

E anche lateralmente, i rimandi alla Ur-quattro e Sport Quattro sono voluti. Se poi si montano i cerchi bianchi Audi Sport e l’allestimento S-line con il logo discreto dei quattro anelli sulla fiancata, beh, c’è da divertirsi esteticamente e al volante, anche senza strafare nella motorizzazione: per esempio, il tre cilindri da 999 cc e 115 cv non sfigura affatto su un corpo vettura di 4 metri e 1.180 kg di peso; con il pacchetto Dynamic che include ammortizzatori regolabili, assetto sportivo, pinze freno rosse, dischi freno maggiorati, Audi Drive select (con quattro modalità di marcia) e il sound actuator, il divertimento è poi massimo.

a cura di Arbiter