Nome in codice 11.59

Manca un minuto a mezzanotte: così è scritto nel nuovo orologio di Audemars Piguet, il Code 11.59. Omaggio al linguaggio estetico e tecnico della Maison, da ricercare in un profilo sospeso tra linee tonde e gli angoli di un ottagono, nei giochi di luce e nei riflessi di un vetro priettato verso il futuro in un cuore tutto nuovo. - di Valentina Ceriani - foto di Roberto Sorrentino - tecnica di Alberto Uglietti -

È quel minuto che manca alla mezzanotte che ci si gioca il tutto per tutto. L’orologio segna le 11.59, inizia il conto alla rovescia verso un nuovo inizio, verso un nuovo giorno. È a cominciare dunque dal suo nome che il Code 11.59 di Audemars Piguet promette di raccontare una storia tutta nuova.

Code 11.59 di Audemars Piguet
Code 11.59 di Audemars Piguet

L’inedito modello della Maison orologiera reinterpreta i codici estetici e tecnici del marchio dando esempio di un grande esercizio di stile. Attinge ai caratteri propri della storia di Audemars Piguet, per poi mixarli, farli incontrare in un impeccabile gioco di rispetto delle linee e dei profili.

Ciò che in un primo momento appare come un qualcosa fuori dagli schemi ecco che subito dopo rivela, invece, tratti che restituiscono un forte senso di appartenenza. Così la cassa, per esempio, riesce a far convivere la perfezione delle rotondità con gli angoli dell’ottagono.

Ed eccolo quel geometrico déjà-vu, che nel Code 11.59 diventa la parte mediana della cassa inserendosi con precisione assoluta in quella di forma rotonda. Il design sperimenta e l’architettura sfida le regole: le anse scavate sono saldate, superiormente, a una lunetta molto sottile e, inferiormente, si appoggiano al fondello.

Giochi di pieni e di vuoti suggeriscono ora robustezza ora leggerezza; la materia, in questo caso l’oro bianco, regala riflessi satinati e lucidi ottenuti grazie a tecniche di finitura complesse, solitamente riservate ai calibri.

È guardandolo di profilo che l’orologio ci racconta i suoi segreti, la sua anima, come la curvatura della cassa, complice di quella ergonomia necessaria a vestire perfettamente ogni polso, nonostante le dimensioni generose di 41 mm di diametro.

Ma è il vetro zaffiro antiriflesso che cattura lo sguardo, con la sua linea audace a cupola, tesa verso un’incontrovertibile contemporaneità dell’orologio. Se internamente la superficie del vetro è arrotondata, esternamente è piatta da ore 6 a ore 12, integrandosi perfettamente nella lunetta: un gioco di linee che ne restituisce un altro fatto di luci, riflessi e prospettive inedite. A trarne vantaggio è anche la leggibilità, ottima, con un’esperienza visiva a tutto campo o, meglio, a tutto quadrante.

Dove i contatori cronografici interpretano il nuovo calibro 4401 di Manifattura con ruota a colonne integrata e funzione flyback, che consente di azionare nuovamente il cronografo senza prima arrestarlo e azzerarlo; è dotato di un’indicazione della data istantanea.

Per ricordarci che quando manca un minuto a mezzanotte è proprio il Code 11.59 di Audemars Piguet a raccontare un nuovo giorno. Un nuovo modo di guardare al futuro.

a cura di Arbiter