Sarto in movimento

Sognatore e rivoluzionario, ma anche pragmatico: Pierre Cardin, capofila della nuova moda maschile e femminile, ha sempre interpretato in prima persona la sua lezione di stile: «Tradizione inglese, fantasia italiana, gusto francese». - di Romano Ferri -

Alto, snello, biondo, con occhi di poeta che rispecchiano l’intensa vita interna di un uomo che vive nel «suo» mondo, Pierre Cardin apre con le sue mani nervose un grande armadio a muro del suo guardaroba: allineati in perfetto ordine i suoi abiti. Pochi di marca inglese, molti di firma italiana, ed ecco accanto a questi il suo guardaroba parigino. «Io considero la moda inglese di grande sobrietà e quella italiana divinamente elegante e piena di “idee”. Ma a Parigi la moda deve essere francese. No, è inammissibile che a Parigi si cerchi il taglio italiano e il tessuto inglese. Parigi deve creare una moda sua. Il mio desiderio profondo è di creare una moda maschile parigina. So che è un compito arduo, però bisogna insistere». Cardin non era affatto tranquillo quando ha fatto la sua prima presentazione della moda maschile.

Cardin ritratto nel 1971. Il couturier qui indossa giacca e cravatta in toni scuri: l’unica traccia di luminosità giunge dalla candida camicia.

Si aspettava una reazione sfavorevole da parte della stampa, del pubblico, e soprattutto dei sarti parigini. Non ha presentato i modelli sui soliti «indossatori»; ha scelto alcuni studenti di diverse facoltà delle università di Parigi.
Per i completi ha scelto dei tessuti sobri e di tinte scure. Niente tinte pastello che lanciano alcuni sarti di «avanguardia», niente
particolari che si ispirano alla moda femminile.«No, il mio deve essere un uomo, un uomo disinvolto ed elegante. Secondo me un uomo può essere qualificato elegante solo se il suo comportamento, la sua intelligenza e il suo abbigliamento sono in accordo con il ritmo della sua vita. La nostra gioventù, malgrado il suo aspetto “trasandato” è più seria, più grave di quella della vecchia generazione; l’uomo di oggi non ha la stessa vita comoda di una volta, oggi guida da solo la macchina, cambia la ruota sgonfia, controlla il motore, assiste alle conferenze, fa visite, e tutto questo spesso nella stessa giornata. Se vuol essere elegante, non deve mai apparire impacciato o ridicolo nel suo abbigliamento. La vita oggi bisogna accettarla com’è, ed è questo l’unico modo di vivere bene. Le mie idee per la moda maschile sono ispirate proprio dalla gioventù che sa vivere, perché solo la gioventù ha il coraggio di rompere le tradizioni, troppo radicate negli uomini maturi. Ma questo non vuol dire che le mie idee si adattino solo ai giovani; un po’ moderate, senza alcuna nota di eccentricità, possono essere accettate anche dall’uomo anziano». Uno ad uno Pierre Cardin toglie dall’armadio i suoi abiti, i pigiama e le camicie. «Ho creato la mia moda, dopo aver riflettuto lungamente a tutte le necessità della vita moderna». I suoi abiti non appesantiscono il corpo, sono morbidi, senza imbottiture, tagliati in modo da permettere tutti i movimenti lasciando tutta la libertà alle braccia. «Io personalmente sono stanco del classico abito grigio o blu, accompagnato dalla camicia bianca e dalla cravatta di tinta opposta. E come me, credo che la pensino tanti uomini. Perciò ho abolito il colletto su certi modelli, o ho fatto un collo-ufficiale». Pierre Cardin indossa successivamente alcuni abiti, i tessuti sono sobri: flanella grigio-scuro, tweed e scozzesi dalle tinte scure e smorzate, shantung e tele per gli abiti di piena estate. Sono vestiti non espressamente «sportivi» o «habillé»: sono abiti che vanno per tutte le circostanze, ciò che secondo Cardin è indispensabile nella nostra vita dinamica e attiva che costringe l’uomo a cambiare ambiente di continuo senza consentirgli di sembrare «fuori posto». Per questi uomini Cardin consiglia la tenuta «intermediaria »: pantalone diritto, giacca leggermente segnata in vita, risvolti del colletto lunghi e stretti.

Pierre Cardin durante una prova in atelier nel 1970
Pierre Cardin durante una prova in atelier nel 1970

Dunque un completo classico? Sì, ma la novità sarà nel gilet, nella cravatta o nella tinta della camicia, che ognuno sceglierà secondo la sua personalità. Cardin ha pensato ad ogni piccolo particolare: le camicie, secondo lui, a meno che non siano fatte su misura, hanno spesso l’attaccatura delle maniche fuori posto. Cardin ha prolungato lo sprone del dorso fino al polso della manica e così una camicia va su tutte le misure e tutte le costituzioni. Lo stesso taglio di sprone assieme alle maniche Cardin l’ha introdotto nelle giacche di pelle o di daino foderate di morbida flanella chiara. Ha pensato all’inutilità del colletto del pigiama, che al risveglio con il suo colletto sgualcito assume un aspetto trasandato. Con un colpo di forbici ha abolito il colletto. La stampa internazionale è stata favorevole alle sue nuove idee: i giornali ne hanno parlato con entusiasmo e ammirazione e vedono in questo giovane «couturier» anche il nuovo «creatore» della moda maschile francese. Da questi innumerevoli articoli Pierre Cardin è commosso e turbato: per lui sono come una dolce consolazione alle sue inquietudini, al «trac» che ha provato, come un adolescente, il giorno quando si è ribellato ufficialmente contro il pregiudizio tradizionale di vestire l’uomo secondo la moda imposta da altri paesi. Vincerà Cardin? Saprà imporre una moda maschile di Parigi? Questo è il suo forte desiderio: egli si rende conto che ci vorranno degli anni, ma è sicuro di vincere. Pierre Cardin si appresta a chiudere l’armadio, ma poi lo spalanca di più: vi è ancora un reparto chiuso, una fila di tiretti. Da questi tiretti le sue mani tirano fuori una quantità indescrivibile di cravatte. Ve ne sono per tutte le età, per tutte le occasioni, per tutte le attività: per lo sport, la città, la sera, la pesca, il golf, la caccia, la campagna, l’ufficio e poi cravatte speciali da offrire per qualsiasi occasione, per qualsiasi festa. Tutte le cravatte, create, ideate, pensate da lui personalmente, dalle tinte ai tessuti. L’unico oggetto del guardaroba maschile per il quale Cardin non tollera la fantasia, sono le calze. Lui le vuole in seta e di colori uniti: grigio, rosso-vino, prugna, marrone e nero. Dopo questo Cardin è stanco ma è felice di poter sottomettere al giudizio dei lettori di Arbiter le sue nuove idee. Egli considera il nostro giornale come la fiaccola dell’eleganza maschile e lo giudica una delle riviste più eleganti del mondo. Perciò egli considera che l’approvazione dei nostri lettori sarà per lui un altro passo verso la sua vittoria.

a cura di Arbiter