Please go electric

La «Carlati» di Pier Luigi Loro Piana non si vede e non si sente. Ispirata alle mura di Dalt Vila a Ibiza, è un'opera alla mobilità sostenibile. Ma il viaggio di «Pigi» sulla rotta delle energie pulite continua a Milano. - di Franza Botrè -

Chi ha un animo votato all’eccellenza e all’innovazione, è portato a ricercarle sempre nei diversi ambiti della propria vita. Lo dimostra Pier Luigi «Pigi» Loro Piana, la cui attitudine al bello e alle passioni della vita lo ha condotto sempre a seguire le rotte della tecnologia,
dell’innovazione, dell’efficienza e della sostenibilità, in questo caso declinate nelle automobili.

«Nella mia vita, anche in quella diimprenditore, ogni volta che ho dovuto cambiare una macchina, che sia stata un’automobile o un’attrezzatura di produzione, hosempre cercato qualcosa che avesse almeno le stesse prestazioni, ma con il 25% in meno di consumo energetico», spiega Pigi.

Pier Luigi Loro Piana
Pier Luigi Loro Piana

«Inoltre, credo fermamente che almeno chi ne ha la possibilità e, soprattutto, vive nelle grandi città, abbia il dovere di fare da traino per gli altri, senza nascondersi dietro la scusa del “Tanto la mia è solo una goccia nel mare”. Tante gocce formano un mare!».

Negli ultimi anni, uno dei temi a cui l’automobile è più sensibile è quello del rispetto dell’ambiente e anche qui Loro Piana non si è certo fatto trovare impreparato, anzi.

«Dal 2012 ho iniziato il mio viaggio sulla rotta delle energie via via più pulite», continua. «All’inizio ho acquistato una Lexus Ls600 h L ibrida, che montava un grosso V8 da 5mila cc, ma appena è uscito un modello totalmente elettrico che potesse assolvere ai compiti di una berlina, come la Tesla Serie S, ho venduto l’altra e l’ho comprata.

Il fatto vero è che in Italia vige un livello di arretratezza delle infrastrutture che non permette all’elettrico, in ogni sua declinazione, di prendere piede e non perché non ci siano le tecnologie.

Secondo me, per una famiglia che possa avere due macchine, con una piccola elettrica da usare in città e una ibrida con cui coprire le lunghe percorrenze, si risolvono tutti i problemi. Insieme alla Tesla io ho una piccola Smart elettrica e un motorino, elettrico anche lui: così copro ogni esigenza e, per le distanze oltre i 400 chilometri, uso l’aereo o il treno».

Loro Piana, poi, ha un altro asso nella manica, che cala dalla sua mano di carte «green» con la sicurezza di chi sta per far saltare il banco: da qualche anno ha infatti acquistato un appartamento a Dalt Vila, il centro storico di Eivissa, capoluogo dell’isola omonima che per noi italiani è Ibiza: «È un luogo piccolo e tranquillo, divenuto patrimonio dell’Unesco, con tanti visitatori e dove speri di trovare pace».

Mario Arlati
Mario Arlati

Qui, per spostarsi, ha scelto una Citröen C-Zero, silenziosa, versatile, dalla forma ovoidale che ricorda una navicella spaziale, «con grande diametro di sterzo e soprattutto comoda anche quando la si usa in cinque», precisa Pigi.

Ma per un uomo votato al bello, all’eccellenza e al futuro come lui, una macchina da usare in un luogo così non poteva rimanere, pur nella sua originalità, così. Ecco dunque che ha chiamato il suo amico artista Mario Arlati, «di cui ho tante opere», spiegandogli la situazione: «Vorrei che la mia silenziosa macchina elettrica, oltre a non sentirsi, non si vedesse nemmeno».

Per Pier Luigi Loro Piana, infatti, le auto, con la loro estrema diffusione e la moltitudine di colori diversi, inquinano la bellezza delle città. Detto fatto.

la Citroën C-Zero «mimetizzata» con le mura di Dalt Vila.

L’artista milanese, che dagli anni 70 si è dedicato alla corrente degli informali spagnoli sperimentando vari generi di arte materica, ha così usato una tecnica da lui elaborata (e che non vuole rivelare) per dare vita alla «Carlati»: «Sia io sia Pier Luigi siamo tipi curiosi», spiega Arlati, «lui in particolare è molto attento al mondo delle nuove energie.

Quando mi ha proposto la sfida di fare un quadro che viaggia e non fa rumore, l’ho raccolta al volo. La realizzazione rimane un segreto d’artista, ma come per altre mie opere (tra cui i quattro grattacieli di Mosca progettati da Dante Benini, entrati nel Guinness come opera d’arte più grande al mondo, ndr) ho utilizzato materiali da edilizia e una spatolina da 5 centimetri.

Così ho preso ispirazione dai muri di Dalt Vila e mi sono messo al lavoro. Mi ha richiesto un mese, tra lavorazione e l’attesa per far asciugare il materiale. Il tutto per un peso di 40 chilogrammi». Ma non è tutto. Nell’usarla, Loro Piana si è reso conto di quale fosse il potere di attrazione della vettura e ha deciso di renderla un manifesto alla mobilità sostenibile.

Ecco dunque comparire due scritte, «Please go electric» sul muso e sul baule, «I am an electric car, I don’t drink, I don’t smoke» sotto le maniglie delle portiere.

Tuttavia, l’esperienza elettrica di Loro Piana si articola principalmente sulle strade italiane, che percorre a bordo della sua Tesla che, «pur non essendo perfetta, può soddisfare l’80-90% delle necessità di una persona. Anche quelle di chi, ogni giorno, percorre 100 chilometri per andare al lavoro».

Citroen-C-zero
Citroën C-Zero che si integra perfettamente nell’ambiente di Ibiza: in questo modo, secondo «Pigi», la vettura evita l’inquinamento visivo che le auto colorate provocano alle città

Alla fine il problema principale è quello della ricarica, in questo il nostro Paese non ci aiuta. Ma lui è un fulgido esempio di come la mobilità elettrica, se interpretata con la testa (e con la Tesla) possa essere efficace.

«Quando vado a Sankt Moritz nel fine settimana sfrutto il “pieno” per l’andata, ricarico alle colonnine quando sono là e, al ritorno, consumo poco, quando addittura non ricarico, andando in rilascio giù per le discese. Tutto questo però è possibile per il fatto che dove vado io le colonnine si trovano ovunque, ma non è sempre così».

A questo però ha trovato una sua personale soluzione: «Quando viaggio, mi attrezzo in modo da sapere sempre dove trovare le stazioni di ricarica. Ma è casa mia il mio fiore all’occhiello: vivo in un antico palazzo di Milano, completamente ristrutturato e allestito con un impianto geotermico che lo rende totalmente a emissioni zero. In questo modo consumo più corrente, ma rispetto a quello che spenderei col gas, risparmio il 60%».

Che cosa c’entra questo con le automobili? «Il parcheggio», spiega orgogliosamente Loro Piana, «si estende per tre piani sotto terra ed è frutto di un attento studio. Qui entrano solo modelli elettrici o ibridi (in modalità elettrica). Arrivi alla pedana, scendi, colleghi l’auto alla presa e la pedana con la vettura va a posizionarsi automaticamente in un apposito spazio collegandosi a sua volta a un sistema di ricarica che “fa il pieno di volt” alla macchina.

Semplicissimo e non brevettato, spero anzi che almeno questa idea qualcuno me la rubi!». Ecco che cos’è l’eccellenza: vedere il futuro e saperlo condividere.

a cura di Arbiter