Eccellenze al quadrato

Il virtuosismo manifatturiero di prodotti eterogenei, accomunati da una qualità senza se né ma, trova in una formula concisa e icastica un tanto casuale quanto suggestivo denominatore comune. - di Gianluca Tenti -

Lo chiameremo fattore «P», nel senso anglosassone di «Power» forza, potenza, energia. E non è un caso che attorno alla 14a lettera dell’alfabeto si celi un mondo che richiama a questi valori.

P come Press, se vogliamo. Stampa. Stampa libera. Tagliente come un diamante. Aggredita nelle proprie fondamenta dalle nuove dittature (leggetevi Edward Snowden nel suo Errore di sistema per cercare di capire a chi interessa demolire le basi della conoscenza).

P come Patria, per chi ancora crede nei valori. E li pratica. P come Pertinenza dell’essere. P come politica nel senso nobile del termine. E via all’infinito. Anni fa, correva il 1981, l’Italia si scoprì invasa di lettere P. Tutto era P. P2 per l’esattezza. Non era battaglia navale… Sembrò d’improvviso, nell’ipocrisia dilagante, che fino a quel momento nessuno ne sapesse niente.

Bici Cervelo P2
La bici da cronometro Cervélo P2 del 2014, modello che ha rivoluzionato la categoria grazie alla qualità del carbonio e alla scorrevolezza aerodinamica (la versione 2019 parte da 2.600 euro, cervelo.com)

Apriti cielo. I vertici politici, militari e imprenditoriali di un’intera nazione erano parte integrante di un sistema di potere che, stando alla pubblicistica, un Gran maestro della massoneria aveva affidato (all’orecchio, s’intende) a un uomo ora leggendario, trafficone o picaresco a seconda delle declinazioni. Licio Gelli, Zenith e Nadir di ogni trama irrisolta.

Storia datata si dirà. Storia seria e non seriamente investigata nonostante una moltitudine di volumi, saggi, false confessioni e pentimenti. Ma, come ebbe a riferirmi un magistrato di alto rango, avvezzo a scavare nella melma e non solo, se c’era una P2 ci doveva pur essere (o esser stata) una P1.

In quel caso in particolare si faceva riferimento alla Loggia Propaganda, che tesseva interessi non solo trasversali ma transnazionali e in parte atlantici.

Potete immaginarvi quando, anni dopo, immerso nelle ricerche per un libro che non riesce ancora a dirsi compiuto, varcai le mura leonine per un incontro (informale) con un alto prelato dalla Biretta purpurea. In mente avevo qualche prurito di Loggia vaticana (cifrario Mino Pecorelli, direttore di O.P. Osservatorio Politico), roba che risaliva ai tempi del cardinal Benelli.

L’interlocutore, angelico, quasi non si accorse che mentre stavamo parlando, l’accesso ad alcuni uffici era affidato a un equivocabile rimando di Loggia P1, Loggia P2 e Loggia P3 trattandosi degli antichi loggiati (un tempo tali, oggi chiusi da vetrate) situati ai rispettivi piani…

A questo pensavo in un pomeriggio fiorentino, sorridendo davanti a Palazzo Strozzi (c’è sempre una P di mezzo), quando scoprii nella vetrina di un bar alla moda le bottiglie Dom Perignon P2 che subitaneamente immortalai sul telefonino per inoltrarne l’immagine a uno che gli ambienti di quella sigla li aveva frequentati in maniera significativa per la propria attività.

Bicicletta elettrica pieghevole
Bicicletta elettrica pieghevole
Inmotion P2, motore da 350 W, velocità massima 30 km/h e autonomia di 60 km (799 euro, inmotionworld.com).

Uomo che si faceva immortalare volentieri al fianco di Federico Umberto D’Amato, gran capo dei segreti d’Italia e fine conoscitore di cose di cucina che certo si era ispirato a ben altro O.P. nel senso di Optimus Potor (dal latino, chi beve bene) o Oino-Pòtes (dal greco, colui che per Anacreonte è savio cultore del vino), ereditando cioè da Paolo Monelli non solo lo scettro di ghiottone errante, ma anche quello di guida del desco, che D’Amato traslò nelle Guide dell’Espresso (casualmente, solo casualmente, il settimanale delle inchieste).

Ma giunti all’anno di grazia 2019, che già sottende al 2020, è arrivato il momento di sdoganare quella sigla da ombre indecifrate e restituirla alla libertà di pensiero.

Alla libertà del tempo. A quel «tempo ed essere» caro a Sant’Agostino che, interrogandosi, rifletteva: «Se nessuno mi chiede cos’è il tempo, lo so; se debbo spiegarlo a chi lo chiede, non lo so più». Ben altro spessore rispetto al vuoto pneumatico dei giorni nostri, caratterizzati dall’eccesso di social che porta Edoardo Boncinelli a riflettere: «Oggi che tutti potrebbero saper tutto o quasi, il numero di persone che sa qualcosa di serio è bassissimo».

Meditate gente, meditate. Perché trascorsi gli anni il senso del tempo tutto sublima. E se oggi uno digita su un qualsiasi motore di ricerca la lettera P e il numero 2, scopre che ci sono 629 milioni di risultati. Globali. Che spaziano dai livelli dei parcheggi a certe scale cavalletto, dalle illuminazioni per giardino a un ristorante in Jerusalem. Cosa unisce questo universo mondo?

Forse l’alimentatore più performante, chiamato Evga Supernova 650 P2. Forse la torcia tattica P2 pluripremiata che ha un’autonomia di 150 ore. Forse ancora il camcorder Panasonic P2 Hd che, in mano a professionisti, è considerato lo strumento per le produzioni video di domani. O in ultima istanza il P2 di Pioneer che è poi l’amplificatore compatto che registra le migliori performance nel rapporto prezzo-qualità. Insomma, ovunque ti giri è un proliferare di P2.

Giradischi Planar Two-P2
Giradischi Planar Two-P2 di Rega, con braccio di nuova concezione Rb220 e motore a basso disturbo (579 euro, regaitalia.it).

Una rivincita dei tramatori? No, piuttosto la vita autonoma di una sigla che può essere rete vendita, la Alum Creek P2 mountain bike. Per quanti s’intendono di creazione di siti, il WordPress P2 è stato senza dubbio il tentativo più audace di costituire gruppi, mentre c’è chi predilige la sua declinazione in cosmesi quando si parla di smalto policromatico. Per me, lo confesso, è Alfa Romeo Tipo P2.

Siamo negli anni 20. Sei modelli prodotti. Prima vettura dotata di un motore a otto cilindri della casa automobilistica milanese. Creata da Vittorio Jano, fu reclutato da Enzo Ferrari dopo il fallimento della P1… Più forte degli Agnelli che pure avevano intentato causa asserendo un’eccessiva somiglianza alla Fiat 805.

Esteticamente non erano lontani, meccanicamente ai poli opposti. Fatto sta che la Tipo P2 (questo il nome ufficiale) ha brillato per due anni (1924/1925) vincendo il primo Campionato del mondo costruttori. Gli storici ricordano che debuttò a sorpresa, sul circuito di Cremona, trionfando grazie a un certo Antonio Ascari.

Oggi ne esistono solo due esemplari, custoditi al museo storico Alfa Romeo di Arese e al Museo dell’automobile di Torino. Chioso riferendomi comunque a chi verità andava cercando, perché oltre al sogno della poesia e a una vita privata orribile, deve comunque esser riletto come si conviene a chi legge cercando di capire.

Scrivo di un regista della sinistra (quando c’era una sinistra), come Pasolini. Ppp (Pier Paolo Pasolini) per la verità. Di lui oltre a Petrolio (ma guarda come spuntano queste P), ricordo Il Vangelo secondo Matteo (oggi sarebbe banale il derby della politica nostrana che oscilla attorno a questo nome bi-fronte) e l’analisi lucida e spietata sui fatti di Valle Giulia.

Tre P per ricordarlo. Non una P3 qualsiasi. Un gioco di parole, una sciarada verrebbe voglia di dire. Un epitome che sottende una ricerca di profonda intensità e piacere come solo certa intellettualità sana sa dare. Una pienezza di significati. Una Pienezza. Una Plénitude.

a cura di Arbiter