Umbria Jazz – Il festival Jazz che attrae come un evento pop

Piazza IV novembre – Perugia – Foto Umbria Jazz

Umbria Jazz, nato nel 1973,  è di gran lunga il più importante festival jazz italiano, ed è tra questi l’unico che possa vantare numeri da grande evento popolare.

Accanto alla sua identità, da tutti riconosciuta, di manifestazione di alta qualità votata alla diffusione del jazz, da alcuni anni ha consolidato anche una immagine attrattiva per un pubblico molto più vasto e non specialistico.

Merito della scelta di aprire ad artisti pop e rock, ma sempre garantendo un livello indiscutibile di eccellenza musicale, e della formula che ambienta i concerti nel cuore dell’acropoli perugina, spettacolo nello spettacolo.

Umbria Jazz è la manifestazione del settore che può vantare solidi legami internazionali: è l’unico membro italiano della Associazione che riunisce i quindici maggiori festival del mondo, da oltre 30 anni durante il festival organizza con il Berklee College of Music di Boston le clinics per giovani musicisti, inoltre ha allestito manifestazioni con il suo marchio negli Stati Uniti, Brasile, Argentina, Cina Giappone, Sudafrica, Serbia, Australia per promuovere la sua terra di origine ed i musicisti italiani.

La formula attuale, ultima di una lunga serie di trasformazioni di volta in volta pensate per aggiornare la manifestazione e tenerla al passo con i tempi, ha esordito nella edizione 2003.

È stata definita, con uno slogan semplice e di immediata comprensione, la manifestazione dei “tre festival in uno”, tre festival legati però tra loro da una idea di fondo: portare a sintesi le diverse anime di Umbria Jazz e ripercorrere la sua storia.

Il primo festival, anche mediaticamente più glamour, è quello che si svolge all’Arena Santa Giuliana, trasformata in un vero e proprio teatro all’aperto.

È lo spazio ideale per gli eventi di maggiore appeal, potendo ospitare circa seimila spettatori seduti e più del doppio in piedi.

Teatro Morlacchi – Perugia – Foto Umbria Jazz

L’arena contiene anche un’area destinata a ristorazione e attività commerciali.

All’Arena si sono esibiti, tra i tanti, Elton John, Sting, Liza Minnelli, Burt Bacharach, i R.E.M., Prince, Santana, James Brown, Paolo Conte, Mark Knopfler, Eric Clapton, BB King, Diana Ross, Fiorella Mannoia, Caetano Veloso e Gilberto Gil, Lady Gaga e Tony Bennett, Alicia Keys, oltre alle stelle del jazz come Keith Jarrett, Sonny Rollins, Herbie Hancock, Ornette Coleman, Pat Metheny, Chick Corea, Stefano Bollani, Diana Krall.

Il secondo festival è quello che si svolge nei teatri e nei club, riservato al jazz nelle sue espressioni più “pure” e rivolto ai jazz fans ortodossi.

Rappresenta il legame inscindibile tra Umbria Jazz e la musica alla quale il festival è dedicato fin dalla nascita.

Foto Umbria Jazz

Questa sezione è la parte musicalmente più raffinata ed il suo pubblico si caratterizza per un elevato livello culturale.

Il terzo festival si svolge all’aperto ed è gratuito.

In un certo senso è l’erede dell’identità stradaiola delle prime edizioni degli anni settanta.

Due gli spazi: Piazza IV Novembre, il cuore storico della città, da sempre il centro della sua vita civile affacciandovisi sia il Duomo che il Palazzo dei Priori, ed i Giardini Carducci, vera terrazza sull’Umbria da cui si può godere del magnifico panorama su Assisi.

Nei giardini davanti al palco è allestito uno spazio ristoro sempre affollato.

Qui si suona ininterrottamente da mezzogiorno alle ore piccole ed i generi sono ovviamente quelli che si prestano ad un ascolto più rilassato: blues, soul, pop, swing, r&b, gypsy.

Umbria Jazz ha alle spalle una lunga storia, che ne ha fatto anche un fenomeno sociale oltre che artistico.

Il festival nacque nel 1973 sotto l’egida della Regione, che è sempre rimasta l’istituzione di riferimento, oltre che proprietaria del marchio UJ.

Nacque come manifestazione itinerante (ogni sera un concerto in una città dell’Umbria) e gratuita. Fin dall’inizio apparve chiaro che si trattava di una vera rivoluzione per il microcosmo del jazz, che non aveva mai nemmeno immaginato di poter abitare grandi spazi come le piazze più storiche e più belle dell’Umbria.

Il festival crebbe tumultuosamente fino a diventare ingestibile. Si rese necessaria una pausa di riflessione ma ormai l’idea del jazz nelle piazze aveva messo radici e cambiato per sempre l’immagine di quel geloso minoritarismo che aveva fino allora caratterizzato il jazz.

Il festival rinacque con una nuova formula, che prendeva stabilmente residenza a Perugia e che anzi sfruttava l’integrazione tra il look medievale dell’acropoli e quella che veniva considerata l’ideale colonna sonora del Nuovo mondo.

Progressivamente si aggiunsero nuovi spazi come i neoclassici giardini del Frontone, i teatri Morlacchi e del Pavone, la ex chiesa di Santa Francesco al prato, occasionalmente perfino la Galleria Nazionale dell’Umbria, la Basilica di San Pietro.

Un chilometro quadrato di storia urbana per dieci giorni diventa una cittadella della musica con decine di migliaia di persone che si spostano, giorno e notte, da un evento all’altro o che semplicemente vogliono respirare l’aria del festival.

Ogni giorno il cartellone prevede una ventina di eventi, senza contare quelli, del tutto informali, che si svolgono lungo il corso principale ad opera dei musicisti di strada.

www.umbriajazz.com